Santuario dei Santi Felicissimo e Agapito: Fede, Storia e Avventura Sotterranea a Roma
Immerso nel cuore della storia cristiana di Roma, il Santuario dei Santi Felicissimo e Agapito custodisce le memorie di due diaconi che seguirono il loro pontefice, Sisto II, fino al martirio. Questo luogo, intriso di fede e di storia, offre non solo un’esperienza spirituale profonda, ma anche spunti per un’avventurosa ricerca nel sottosuolo romano.
Le Origini del Culto e i Martiri Felicissimo e Agapito
Felicissimo e Agapito, due diaconi di Papa Sisto II, subirono il martirio insieme al loro pontefice durante una celebrazione liturgica nelle catacombe di Callisto, nell’anno 258 d.C.. Il loro sacrificio è un esempio di fede incrollabile e di dedizione al servizio di Dio. Ma chi erano veramente questi santi?
Mentre le fonti agiografiche non forniscono molti dettagli sulle loro vite prima del martirio, sappiamo che il loro servizio diaconale era fondamentale per la comunità cristiana romana. Insieme al Papa, erano responsabili dell’assistenza ai poveri, della distribuzione dell’eucaristia e della predicazione del Vangelo. Il loro martirio, quindi, non fu solo un atto di fede personale, ma anche un duro colpo per la comunità che servivano.
Un Santuario Nato dalla Devozione Popolare
Inizialmente, le spoglie dei martiri furono deposte in semplici loculi all’interno delle catacombe, indistinguibili dalle tombe degli altri fedeli. Fu la crescente devozione popolare a trasformare questi luoghi di sepoltura in un santuario. Nel tempo, i sepolcri vennero impreziositi con lastre marmoree e altri elementi architettonici, a testimonianza della venerazione di cui godevano i santi Felicissimo e Agapito.
L’Intervento di Papa Damaso e la Valorizzazione del Culto
Un momento cruciale per la valorizzazione del santuario fu il pontificato di Damaso (366-384). Questo papa intraprese un ambizioso progetto di potenziamento del culto martiriale nelle necropoli romane. Fece apporre sulle tombe dei martiri lastre marmoree con elogi in versi, incisi con una grafia elegante e solenne dal suo segretario, Furio Dionisio Filocalo (da cui il nome di “scrittura filocaliana.”).
L’iscrizione che Damaso fece collocare sulla parete dei loculi di Felicissimo e Agapito, scoperta nel 1927 e ora visibile nella “spelunca magna”, ricorda come i due diaconi imitarono “la fede e il merito” di Sisto II e, sotto la sua guida, “meritarono il trionfo di Cristo”. Ai lati della lastra, Damaso fece erigere due colonnine sormontate da un architrave, forse per suggerire l’idea di un ciborio, un baldacchino sopra l’altare, alludendo alla celebrazione liturgica sui corpi dei santi.
Un Mistero Irrisolto: Perché non Furono Sepolti con Sisto II?
Un interrogativo rimane sospeso sulla storia del santuario: perché Felicissimo e Agapito, martirizzati insieme a Sisto II, non furono sepolti con lui nel cimitero della Chiesa sulla via Appia? Questa domanda ha suscitato diverse ipotesi tra gli studiosi, senza però trovare una risposta definitiva.
Una possibile spiegazione potrebbe risiedere nella diversa importanza attribuita ai martiri. Sisto II, in quanto Papa, rivestiva un ruolo primario nella gerarchia ecclesiastica, mentre Felicissimo e Agapito erano diaconi. Tuttavia, la loro fede e il loro sacrificio erano indiscutibili, e la devozione popolare li elevò al rango di santi, generando un culto autonomo nel luogo del loro martirio.
Un’Avventura nel Subsuolo: Alla Ricerca delle Tracce del Passato
La visita al Santuario dei Santi Felicissimo e Agapito non è solo un’esperienza spirituale, ma anche un’occasione per un’avventurosa ricerca nel sottosuolo romano. Le catacombe, con i loro intricati percorsi e le testimonianze di fede dei primi cristiani, offrono uno scenario unico e suggestivo.
Ecco alcuni spunti per esplorare il santuario in modo più approfondito:
- Ricerca dell’iscrizione di Papa Damaso: Cercate la copia dell’iscrizione commissionata da Papa Damaso. Cercate di decifrare il testo in latino e di comprendere il significato delle parole utilizzate per celebrare il martirio dei santi.
- Individuazione dei loculi originari: Provate a individuare i loculi originari in cui furono deposte le spoglie dei martiri. Osservate le pareti della catacomba e cercate le tracce delle antiche sepolture.
- Esplorazione della “spelunca magna”: Visitate la “spelunca magna”, l’ambiente sotterraneo in cui si trova il santuario. Immaginate come doveva essere la vita dei primi cristiani in questo luogo, tra preghiera, persecuzione e speranza nella resurrezione.
- Contattate guide esperte che conoscono la storia dei santuari e delle catacombe Romane.
Informazioni Utili per la Visita
Tipo: Oggetto del culto non classificabile come immagine o reliquia.
Raccolta di ex voto: Dato non disponibile.
L’arco di attività del santuario si individua tra la prima attestazione di culto segnalato dalla Depositio martyrum del catalogo del 354 e la fine del IX secolo, epoca nella quale si pone la stesura dell’Itinerario di Einsiedeln, il documento più tardo nel quale il santuario è ricordato. Non si hanno invece notizie attendibili su una quanto mai probabile traslazione di reliquie in edifici intramuranei.
Viale della Venezia Giulia, 21, 00177 Roma, Italy