Santi Fabiano e Sebastiano e cappella della B.V. d

Santuario dei Santi Fabiano e Sebastiano e Cappella della Beata Vergine del Caravaggio

Immerso nel cuore delle Dolomiti, a Forno di Zoldo, si erge un luogo di fede e storia: il Santuario dei Santi Fabiano e Sebastiano, arricchito dalla cappella dedicata alla Beata Vergine del Caravaggio. Un complesso che invita alla riflessione spirituale, alla scoperta artistica e ad un viaggio nel tempo.

L’edificio attuale, ad aula unica con cappella laterale sul lato settentrionale, è frutto di diverse trasformazioni. L’impianto originario fu demolito nel lontano 1505, mentre la cappella venne aggiunta nel 1865, testimoniando la continua evoluzione del santuario nel corso dei secoli.

La Devozione Mariana e i Santi Protettori

Il fulcro della devozione mariana è un gruppo scultoreo che riproduce l’iconografia della Beata Vergine del Caravaggio. L’opera, realizzata dal rinomato scultore Giovanni Battista Besarel, fu inaugurata nel 1842, diventando subito meta di pellegrinaggi e preghiere.

Statua della Beata Vergine del Caravaggio

Accanto alla Madonna, i Santi Fabiano e Sebastiano rivestono un ruolo fondamentale nella storia del santuario. La loro devozione, alimentata da reliquie e immagini sacre, affonda le radici in un passato lontano.

Un Breve Cenno Storico sui Santi Titolari

San Fabiano, Papa dal 236 al 250 d.C., governò la Chiesa in un periodo di relativa pace, prima di subire il martirio sotto l’imperatore Decio. La sua saggezza e il suo coraggio lo rendono un esempio di fede incrollabile.

San Sebastiano, martire del III secolo, era un ufficiale dell’esercito romano segretamente cristiano. Scoperto, fu condannato a morte mediante frecce, ma miracolosamente sopravvisse. Curato da Santa Irene, fu nuovamente arrestato e flagellato a morte. È invocato come protettore contro le pestilenze e le malattie.

San Sebastiano

Tesori di Fede e Testimonianze di Grazia Ricevuta

Le testimonianze di fede popolare sono tangibili grazie agli ex voto conservati presso il parroco. Gioielli risalenti all’Ottocento, cuoricini del XIX e XX secolo, tavolette e lamine con iscrizioni, oggetti di oreficeria e altri doni votivi narrano storie di grazie ricevute, di preghiere esaudite e di profonda devozione. La loro consultazione è possibile previa autorizzazione, offrendo uno spaccato toccante sulla vita della comunità e sul suo legame con il santuario.

Indizi di un Passato Misterioso

Le visite pastorali, preziose fonti storiche, ci rivelano dettagli affascinanti sul santuario. In particolare, quella del 1635 menziona l’esistenza di due teche lignee contenenti ben 107 e 84 reliquie, donate da un cappuccino laico di Zoldo, Fra Vettor. Tuttavia, il vescovo Malloni, dubitando della loro autenticità, ne vietò l’esposizione al pubblico, aprendo un velo di mistero sulla provenienza e la veridicità di questi oggetti sacri.

Avventura e Scoperta al Santuario

Oltre alla sua importanza religiosa, il Santuario offre spunti interessanti per una “ricerca avventurosa” nel suo passato. Ecco alcuni elementi da approfondire:

  • Le Reliquie “Proibite”: Indagare sulla storia di Fra Vettor da Zoldo e sulle motivazioni che spinsero il Vescovo Malloni a dubitare della sua autenticità, alla ricerca di documenti o testimonianze che possano fare luce su questo enigma.
  • L’Evoluzione Architettonica: Studiare i diversi rimaneggiamenti subiti dall’edificio nel corso dei secoli, cercando tracce dell’antica struttura del 1505 e approfondendo le ragioni che portarono alla costruzione della cappella nel 1865.
  • Gli Ex Voto Nascosti: Con il permesso del parroco, esaminare attentamente gli ex voto conservati, decifrando le iscrizioni sulle tavolette e le lamine per ricostruire le storie di fede e devozione che si celano dietro ogni oggetto.

La prima attestazione archivistica del santuario risale alla visita pastorale del 1570, un ulteriore tassello nella ricostruzione della sua storia secolare.


32012 Forno di Zoldo BL, Italy


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