Alla scoperta del Santuario di Santa Maria in Vallicella: Fede, Arte e Storia nel cuore di Roma
Immerso nel vibrante tessuto urbano di Roma, il Santuario di Santa Maria in Vallicella, noto anche come Chiesa Nuova, rappresenta un faro di spiritualità e un tesoro di arte e storia. Questo luogo sacro, intriso di fede e devozione, invita i pellegrini e gli appassionati d’arte a un viaggio interiore ed esteriore, alla scoperta delle sue meraviglie.
Un Santuario Nascosto tra le Vie di Roma: Storia e Ricostruzione
La storia del Santuario affonda le radici nel XII secolo, quando una piccola chiesa dedicata alla Vergine Maria sorgeva in questa zona, come testimoniato da un documento risalente al pontificato di Eugenio III (1145-1153). Tuttavia, verso la metà del ‘500, la chiesa versava in uno stato di abbandono e degrado. Una svolta cruciale avvenne il 15 luglio 1575, quando Papa Gregorio XIII, dopo aver istituito la Congregazione dell’Oratorio, affidò loro la chiesa, già denominata Santa Maria in Vallicella, ma ormai ridotta a un rudere semi-interrato. L’architetto Matteo da Castello prese la decisione radicale di demolire l’antica struttura e ricostruirla completamente, dando inizio a una nuova era per questo luogo di culto.
Le Tappe della Costruzione: Un’Opera Collettiva
La ricostruzione del santuario fu un’impresa complessa e prolungata, che vide l’intervento di diversi architetti e artisti. La posa della prima pietra avvenne il 17 settembre 1575, per mano di Alessandro de’ Medici, all’epoca arcivescovo di Firenze e futuro Papa Leone XI. Nel luglio del 1576, sei delle otto cappelle erano già state realizzate. Nel 1585, l’architetto Giacomo della Porta aggiunse la cappella dell’Assunta, arricchendo ulteriormente il complesso architettonico. L’abside fu inaugurata nel 1591, mentre nel 1594 le cappelle laterali furono arretrate per consentire la costruzione delle tre navate. L’altare fu completato nel 1597, con la traslazione delle reliquie dei santi martiri Papia e Mauro, provenienti dalla chiesa di Sant’Adriano in Vallicella, grazie all’iniziativa dei cardinali Cusano e Baronio. L’ultima cappella, dedicata ai Magi, fu ultimata nel 1617, completando così la struttura principale del santuario.
L’Icona Miracolosa: La Madonna della Vallicella
Il cuore pulsante del santuario è l’immagine miracolosa della Madonna con Bambino e Angeli, un affresco del XV secolo originariamente collocato su un muro esterno adibito a bagno pubblico. Nel 1535, un evento prodigioso segnò la storia di questa immagine: un giovane sacrilego la colpì con un sasso e, miracolosamente, la Madonna iniziò a sanguinare. In seguito a questo evento, il dipinto fu trasferito nella chiesa, ma a causa delle sue precarie condizioni, fu poi spostato nella sagrestia. Furono San Filippo Neri e i suoi compagni a riscoprire l’immagine e a trasferirla nell’attuale cappella del Crocifisso nel 1576. Nel 1580, l’immagine fu collocata nella prima cappella a sinistra e, infine, nel 1608, fu posta sull’altare maggiore, dove ancora oggi è venerata.
Dal XVII secolo, l’immagine è protetta da una copia su rame e da un dipinto con gli angeli adoranti, entrambi realizzati dal celebre pittore fiammingo Pieter Paul Rubens. L’immagine originale viene svelata solo durante le principali solennità, offrendo ai fedeli un’occasione unica per ammirare da vicino questo tesoro di fede e arte.
San Filippo Neri: L’Apostolo di Roma e Fondatore dell’Oratorio
Il Santuario di Santa Maria in Vallicella è strettamente legato alla figura di San Filippo Neri, il fondatore della Congregazione dell’Oratorio. Nato a Firenze nel 1515, Filippo Neri si trasferì a Roma nel 1534, dedicandosi alla preghiera, alla penitenza e al servizio dei poveri. La sua profonda spiritualità e il suo carisma contagioso attirarono ben presto un gruppo di seguaci, con i quali diede vita alla Congregazione dell’Oratorio. San Filippo Neri fu un’autentica figura di riferimento per la Roma del XVI secolo, un apostolo instancabile che seppe rinnovare la vita spirituale e sociale della città. La sua gioia, la sua umiltà e la sua carità lo resero amatissimo dal popolo romano, che lo soprannominò “Pippo buono”.
Un Tesoro di Arte e Architettura
Oltre alla sua importanza spirituale, il Santuario di Santa Maria in Vallicella è un vero e proprio scrigno di arte e architettura. La facciata, realizzata da Fausto Rughesi, presenta un elegante stile barocco. L’interno, a tre navate, è riccamente decorato con affreschi, stucchi e opere d’arte di alcuni dei maggiori artisti del periodo barocco, tra cui Pietro da Cortona, Giovanni Battista Gaulli, detto il Baciccio, e lo stesso Pieter Paul Rubens. Le cappelle laterali ospitano pregevoli dipinti e sculture, mentre l’altare maggiore, sormontato dall’immagine miracolosa della Madonna, rappresenta il culmine della decorazione interna.
Spunti di Ricerca Avventurosa
Alla ricerca di indizi del passato:
* **Cripta dei Martiri:** Esplora la cripta sotto l’altare maggiore, dove riposano le reliquie dei martiri Papia e Mauro. Ricerca antichi documenti o iscrizioni che narrano le loro storie, rivelando il legame tra il santuario e la comunità cristiana primitiva.
* **Cappella di San Filippo Neri:** Approfondisci la vita e le opere di San Filippo Neri attraverso gli affreschi e gli oggetti sacri conservati nella cappella a lui dedicata. Cerca simboli o messaggi nascosti che rivelino la sua spiritualità e il suo impatto sulla storia della Chiesa.
* **Archivi Storici:** Intraprendi una ricerca negli archivi del santuario per scoprire documenti inediti, lettere o diari che narrano la storia della sua costruzione, dei suoi artisti e dei suoi benefattori. Svela aneddoti curiosi e dettagli poco noti sulla vita del santuario nel corso dei secoli.
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