San Andrea Apostolo

Santuario di Sant’Andrea Apostolo: Fede, Arte e Storia nel Bellunese

Immerso nella storia e nella spiritualità del Bellunese, il Santuario di Sant’Andrea Apostolo, sebbene non più esistente fisicamente, continua a vivere nella memoria e nel patrimonio artistico della regione. Questo luogo di culto, un tempo meta di pellegrinaggi e scrigno di ex voto, offre ancora oggi spunti per un viaggio alla scoperta delle radici della fede e dell’arte locale.

La Madonna dell’Umiltà: Un’Icona di Devozione

Cuore spirituale del santuario era l’immagine della Madonna dell’Umiltà, oggi custodita nel Battistero della Cattedrale di Belluno. Questa tempera, risalente alla fine del ‘300 e attribuita a un artista influenzato dalla pittura di Giovanni da Bologna, raffigura la Vergine con il Bambino in grembo. La Madonna, avvolta in un ampio mantello verde cupo, siede direttamente sulla terra, un dettaglio che sottolinea la sua umiltà e vicinanza al popolo. Il Bambino tiene un cartiglio con la scritta “ETURA VER/ EGO SUM”, interpretata come abbreviazione di “Bonaventura vere ergo sum”. Questa frase potrebbe collegarsi a Bonaventura Morello, la donna che, per volere testamentario del marito, fece erigere la chiesa.

Madonna dell'Umiltà

Ricerca avventurosa: Approfondisci la figura di Bonaventura Morello e la sua famiglia. Quali erano le loro motivazioni nel commissionare la costruzione della chiesa? Esistono documenti d’archivio che ne testimoniano la vita e la devozione?

Un Tesoro di Ex Voto: Testimonianze di Grazia Ricevuta

Il Santuario di Sant’Andrea Apostolo era rinomato per la sua ricca collezione di ex voto, offerte votive donate dai fedeli in segno di gratitudine per una grazia ricevuta. Questi oggetti, un tempo esposti sulle pareti del santuario e custoditi con cura, rappresentavano un’eloquente testimonianza della fede popolare e delle speranze riposte nella protezione divina. Le prime testimonianze di ex voto risalgono alla fine del ‘500, sebbene alcune tavolette dipinte siano chiaramente databili al ‘400.

Il rettore Iseppo Crepadoni, in un dettagliato memoriale del 1606-1607, descriveva la vasta collezione: tavolette dipinte, oggetti preziosi in argento, vesti, cuffie ricamate, protesi e statuette lignee. Nel 1723, la pala con la Vergine era adornata con un gran numero di voti d’argento, e altri 707 oggetti erano conservati in casse e scatole.

Tipologie di ex voto:

  • Tavolette dipinte
  • Oggetti di oreficeria
  • Figurine antropomorfiche
  • Protesi vere o rappresentate
  • Oggetti vari

Oggi, circa un centinaio di tavolette dipinte sono custodite nel Museo Civico di Belluno, offrendo uno sguardo affascinante sulla vita quotidiana, le malattie e le guarigioni miracolose che hanno segnato la storia della comunità locale.

Ex Voto Santuario Sant'Andrea Apostolo

Ricerca avventurosa: Visita il Museo Civico di Belluno e ammira da vicino le tavolette dipinte. Cerca di identificare le storie dietro queste immagini. Quali sono le malattie più rappresentate? Quali santi sono invocati? Cosa rivelano questi ex voto sulla società del tempo?

La Storia: Distruzione e Trasformazioni

Il santuario subì un duro colpo con la violenta scossa di terremoto che colpì il Bellunese il 29 giugno 1873. L’anno successivo, la struttura fu demolita, cancellando fisicamente un importante punto di riferimento per la comunità. Tuttavia, la memoria del santuario è sopravvissuta attraverso le opere d’arte e le testimonianze storiche.

Nel periodo 1830-40, la chiesa subì probabilmente una trasformazione in senso neoclassico, riflettendo i gusti architettonici dell’epoca.

Il Giuspatronato: Un Affare di Famiglia

La cura del santuario era affidata a rettori nominati dalle famiglie che detenevano il giuspatronato, ovvero il diritto di nomina. Inizialmente, la signora Bonaventura Morello, fondatrice della chiesa, ne deteneva il giuspatronato. Successivamente, Anna da Ziel, figlia di Bonaventura, cedette il diritto alla potente famiglia bellunese dei Crespadori, che lo mantennero fino al 1594. In seguito, il possesso fu condiviso con la famiglia Grigni, per poi passare, verso la fine del ‘700, ai Grigni-Alpago e, infine, nel 1807, ai soli Alpago.

Ricerca avventurosa: Approfondisci la storia delle famiglie Crespadori, Grigni e Alpago. Qual era il loro ruolo nella società bellunese? Quali benefici traevano dal possesso del giuspatronato?


32100 Belluno, Province of Belluno, Italy


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