Parrocchia Sant’Erasmo: Un Tesoro di Fede e Storia a Formia
Via degli Olivetani, 23 – Formia (LT)

La Storia Sacra e Affascinante della Parrocchia di Sant’Erasmo
Immersa nella quiete di Via degli Olivetani a Formia, la Parrocchia di Sant’Erasmo custodisce una storia millenaria intrisa di fede, leggende e arte. Questo luogo sacro, ben più di una semplice chiesa, rappresenta un punto di riferimento spirituale e un’importante testimonianza del patrimonio culturale italiano. La sua storia è indissolubilmente legata alla figura di Sant’Erasmo, vescovo e martire, venerato come patrono di Formia e Gaeta.
Le Origini e il Martirio di Sant’Erasmo
Erasmo, vissuto nel III secolo d.C., fu vescovo di Antiochia e subì il martirio durante le persecuzioni di Diocleziano. La “Passio S. Erasmi”, un testo agiografico ricco di elementi leggendari, narra le terribili torture che gli furono inflitte e la sua incrollabile fede. Pur non essendo storicamente accurata in ogni dettaglio, la “Passio” ha contribuito a diffondere il culto del santo e a renderlo una figura popolare in tutta la cristianità.
Un Santuario Sorto sulla Tomba del Martire
La parrocchia sorge sul luogo dove, secondo la tradizione, fu sepolto Sant’Erasmo. L’ambiente absidato originario racchiudeva la tomba del martire, trasformata poi in altare. La tomba, delimitata da murature e lastre di marmo, rappresenta un elemento di grande valore storico e spirituale. Una lastra marmorea, spezzata e ricomposta, ne copre i resti, testimoniando la venerazione che i fedeli hanno sempre tributato al santo.
La Traslazione delle Reliquie e il Legame con Gaeta
La storia della Parrocchia di Sant’Erasmo è intrecciata con quella di Gaeta. Secondo la tradizione, nell’842, per proteggere le reliquie del santo dalle incursioni saracene, il corpo fu traslato a Gaeta e nascosto in un pilastro della chiesa di Santa Maria. Solo nel 1017, il vescovo Bono le ritrovò, dando inizio alla venerazione di Sant’Erasmo come patrono della città. Nel 1106, Papa Pasquale II consacrò la cattedrale di Gaeta in onore della Vergine e di Sant’Erasmo, sancendo il legame indissolubile tra il santo e la città.
Una lettera di Gregorio Magno menziona la chiesa di Sant’Erasmo come cattedrale di Formia, supportando l’ipotesi che la cura spirituale fosse affidata al clero secolare.

L’Evoluzione Architettonica: Dalla Chiesa Carolingia alla Semplice Parrocchia
La monumentalizzazione del sito avvenne in epoca carolingia, tra l’VIII e il IX secolo, con la costruzione di una grande chiesa dotata di cripta semianulare. Questo intervento architettonico testimonia l’importanza che il culto di Sant’Erasmo aveva assunto in quel periodo. Tuttavia, a causa delle frequenti incursioni saracene, nella seconda metà del 1800 la sede vescovile fu trasferita a Gaeta, e con essa anche le reliquie del santo. La cattedrale di Formia fu così declassata a semplice parrocchia.
Un’Avventura Spirituale e Culturale
Visitare la Parrocchia di Sant’Erasmo oggi significa intraprendere un viaggio nel tempo, alla scoperta di una storia millenaria e di una fede incrollabile. Oltre alla sua importanza religiosa, la parrocchia offre spunti interessanti per gli amanti dell’arte e della storia. Si può immaginare di ripercorrere le orme dei pellegrini che, nei secoli, si sono recati a venerare la tomba di Sant’Erasmo. Si può ammirare la bellezza sobria dell’architettura e lasciarsi suggestionare dall’atmosfera di sacralità che pervade il luogo. Un’esperienza che unisce spiritualità e conoscenza, arricchendo il cuore e la mente.
Spunti di ricerca avventurosa:
- Approfondire la storia della cripta semianulare e cercare eventuali resti o tracce della sua esistenza.
- Studiare la “Passio S. Erasmi” e confrontarla con le fonti storiche per distinguere tra realtà e leggenda.
- Indagare sul trasferimento della sede vescovile a Gaeta e sulle ragioni che portarono a questa decisione.
- Ricercare documenti storici o testimonianze sulla venerazione di Sant’Erasmo a Formia e Gaeta.
Via degli Olivetani, 23, Formia, 04023, Italia