Santuario Madonna dell’Alto: Un Eremo tra Fede, Storia e Avventura
Immerso nel cuore della Sicilia, il Santuario Madonna dell’Alto rappresenta un luogo di profonda spiritualità, intriso di storia e ricco di suggestioni per i visitatori in cerca di esperienze uniche. Questo eremo, custode di secoli di devozione, offre un’occasione per rigenerare l’anima e scoprire tesori artistici e culturali.
Storia e Devozione: Un Viaggio nel Tempo
Le origini del Santuario Madonna dell’Alto si perdono nella notte dei tempi. Originariamente legato al rito greco e curato dai monaci basiliani fino al 1445, come testimoniano i due affreschi bizantineggianti raffiguranti San Basilio e San Giovanni Crisostomo nell’abside, il sito ha subito diverse trasformazioni nel corso dei secoli. Nel 1479 passò ai benedettini, e nel 1567 Pio V lo attribuì in commenda all’Ordine gerosolimitano di San Giovanni d’Acri. Nel 1810, durante il periodo napoleonico, il santuario e i suoi beni furono incamerati dal Re delle Due Sicilie, per poi essere riscattati e restituiti al clero di Mazara dopo il 1866. Queste vicissitudini storiche hanno contribuito a plasmare l’identità del santuario, rendendolo un crocevia di culture e tradizioni.
La devozione alla Madonna dell’Alto è palpabile tra le mura del santuario. I pellegrini, mossi dalla fede e dalla speranza, giungono qui per implorare grazie e trovare conforto spirituale. La statua della Vergine col Bambino, fulcro della venerazione, è opera dello scultore lombardo Giacomo Castagnola, allievo della scuola michelangiolesca. Commissionata nel 1572 dal cavaliere gerosolimitano Fra Giovanni Giorgio da Vercelli, la statua sostituì un precedente affresco raffigurante la Vergine Maria Theotokos, risalente all’epoca della fondazione della chiesa.
Architettura e Trasformazioni: Un Santuario in Evoluzione
Il Santuario Madonna dell’Alto ha subito numerose modifiche strutturali nel corso dei secoli, che ne hanno modificato l’aspetto originario. Il portale è stato spostato e un robusto arco di periodo chiaramontano, che conduceva a una cappella costruita successivamente, è stato chiuso. Il nartece è caratterizzato da una copertura a crociera costolonata, sorretta da quattro robusti pilastri a pianta quadrata, decorati da colonnine tufacee ormai quasi completamente abrase. La trasformazione più significativa riguarda l’area celebrativa: per far spazio alla statua della Vergine col Bambino, la conca absidale è stata smantellata, l’arco absidale – ancora oggi visibile – è stato tamponato e una cassa muraria è stata costruita con funzione di nicchia. Questi interventi, pur alterando l’assetto originario, testimoniano la continua evoluzione del santuario e la sua capacità di adattarsi alle esigenze dei fedeli.
La Statua: Un’Opera d’Arte e un Simbolo di Fede
La statua della Madonna dell’Alto rappresenta la Vergine in piedi, con il Bambino in braccio. Il Bambino si aggrappa alla veste della Madre con il braccio sinistro, mentre nella mano destra tiene il globo crociato. L’opera, realizzata da Giacomo Castagnola, riflette l’influenza della scuola michelangiolesca e rappresenta un esempio significativo della scultura rinascimentale in Sicilia. La sua presenza nel santuario è un richiamo alla maternità divina e un simbolo di speranza per i fedeli.
San Basilio e San Giovanni Crisostomo: Le Figure Bizantine Custodi del Santuario
Gli affreschi raffiguranti San Basilio e San Giovanni Crisostomo, presenti nell’abside, testimoniano il legame originario del santuario con il rito greco. San Basilio Magno, vescovo di Cesarea in Cappadocia nel IV secolo, è considerato uno dei Padri della Chiesa e un importante riformatore del monachesimo orientale. San Giovanni Crisostomo, arcivescovo di Costantinopoli nel IV-V secolo, è noto per la sua eloquenza e per la sua difesa dei poveri e degli emarginati. La presenza di queste due figure bizantine nel santuario evoca un passato ricco di spiritualità e testimonia la continuità della tradizione cristiana.
Avventura e Scoperta: Alla Ricerca della Croce Petraia
Nei pressi del santuario, un tempo sorgeva una roccia sulla quale era incisa una croce, meta di pellegrinaggi. Questa croce indicava il luogo in cui la statua della Madonna dell’Alto aveva sostato nel giorno del suo ingresso nel santuario. La “Croce Petraia”, come veniva chiamata, non è più presente oggi, ma la sua ricerca può trasformarsi in un’avventura per i visitatori più curiosi. Esplorare i sentieri che circondano il santuario alla ricerca di tracce di questa antica testimonianza di fede può essere un modo originale per entrare in contatto con la storia e la spiritualità del luogo. Chiedete agli abitanti del luogo, potrebbero avere qualche aneddoto o indicazione utile!
Informazioni Utili per la Visita
- Indirizzo: 91026 Mazara del Vallo, Provincia di Trapani, Italia
- Periodo consigliato: Tutto l’anno, con particolare affluenza durante le festività mariane.
- Consigli: Indossare abbigliamento consono a un luogo di culto. Informarsi sugli orari delle celebrazioni religiose.
91026 Mazara del Vallo, Province of Trapani, Italy