Madonna del Sudore (in Duomo)

Santuario della Madonna del Sudore nel Duomo di Ravenna: Fede, Storia e Miracoli

Il Santuario della Madonna del Sudore, situato all’interno del maestoso Duomo di Ravenna, è un luogo di profonda devozione e ricco di storia. Custodisce una tavola lignea, un’immagine sacra che ha segnato la fede della città attraverso i secoli, testimoniando eventi miracolosi e offrendo conforto nei momenti di difficoltà.

La Sacra Immagine: Un’Opera d’Arte che Emana Devozione

Al centro del santuario si trova una preziosa tavola dipinta a olio, di dimensioni contenute (32 x 18 cm, con una cornice di 56 x 41 cm), risalente agli anni 1350-1360. L’opera è attribuita, con un buon grado di verosimiglianza, al pittore riminese Giovanni Baronzio (morto nel 1362), un artista di spicco del Trecento italiano. La raffigurazione della Madonna, pur nelle sue dimensioni, sprigiona un’intensità emotiva che cattura lo sguardo del fedele, invitandolo alla preghiera e alla riflessione.

Immagine della Madonna del Sudore

Un Altare Ricco di Storia

L’altare che ospita l’immagine ha una storia travagliata e intrisa di fede. Originariamente, in questo luogo sorgeva una cappella dedicata ai santi Pietro e Paolo. Nel 1494, il canonico Matteo Tosetti, mosso da profonda devozione, la fece sostituire con una cappella dedicata alla Madonna del Sudore, dotandola di fondi per garantirne la perpetuità. Fu l’inizio di un culto che si sarebbe radicato profondamente nel cuore dei ravennati.

Il Miracolo del 1512: Lacrime di Sangue per Ravenna

La devozione alla Madonna del Sudore conobbe un’impennata in seguito a un evento prodigioso. Durante il sacco di Ravenna del 1512, ad opera delle truppe francesi guidate da Gaston de Foix, l’immagine sacra stillò miracolosamente sangue. Questo evento, interpretato come un segno divino di sofferenza per le sciagure che affliggevano la città, rafforzò enormemente la fede popolare e diede origine al nome con cui la Madonna è tuttora venerata.

Secondo alcune cronache, un soldato sacrilego, in preda all’ira durante un gioco d’azzardo, avrebbe addirittura sfregiato il volto della Madonna con un coltello, provocando un’ulteriore effusione di sangue. Questo racconto, pur nella sua drammaticità, sottolinea la profonda venerazione che l’immagine suscitava e la percezione del miracolo come un evento tangibile e reale.

La Peste del 1630 e il Voto Solenne

Un altro momento cruciale nella storia del santuario è legato alla terribile pestilenza che colpì Ravenna nel 1630. La popolazione, angosciata dalla diffusione del morbo, si rivolse con fervore alla Madonna del Sudore, promettendo di edificare una nuova e più sontuosa cappella qualora la città fosse stata risparmiata. La grazia fu ottenuta e, in segno di riconoscenza, il consiglio municipale promosse una raccolta di offerte per la costruzione della nuova cappella, testimoniando la gratitudine della comunità.

La Nuova Cappella e la Solenne Incoronazione

I lavori per la nuova cappella iniziarono immediatamente e nel 1659 l’arcivescovo Torreggiani consacrò solennemente l’altare, dopo avervi deposto i sarcofaghi contenenti le reliquie di san Rainaldo e san Barbaziano, due santi particolarmente venerati a Ravenna. Il 25 maggio dello stesso anno, l’immagine della Madonna del Sudore fu traslata processionalmente nella nuova cappella e incoronata per mano del presule, un evento che segnò il culmine della devozione e la consacrazione del santuario come luogo di culto privilegiato.

Un Santuario Attraverso i Secoli

Nel 1734, quando l’antica basilica Ursiana fu demolita per far posto all’attuale Duomo, le due cappelle del Santissimo Sacramento e della Madonna del Sudore furono preservate e integrate nel nuovo edificio. Nel 1742, durante i lavori di ricostruzione, l’immagine miracolosa fu temporaneamente trasferita nella chiesa di San Girolamo, oggi non più esistente, per poi ritornare al suo posto d’onore una volta terminati i lavori nel 1745.

Indulgenze e Pellegrinaggi: Un Luogo di Grazia e Misericordia

La fama del santuario crebbe costantemente nel corso dei secoli, attirando pellegrini da ogni dove. Nel 1759, in occasione del centenario dell’inaugurazione della nuova cappella, l’arcivescovo Guiccioli concesse speciali indulgenze ai pellegrini, predicate da Pietro Martire Bosio OP. La stessa cosa avvenne anche in occasione del secondo centenario nel 1859, a testimonianza della continua vitalità del culto e della sua importanza per la comunità ravennate.

Un’Avventura Spirituale e Artistica

Visitare il Santuario della Madonna del Sudore offre non solo un’esperienza di fede, ma anche un’occasione per ammirare un’opera d’arte di grande valore e per immergersi nella storia di Ravenna. Si può quasi percepire l’eco delle preghiere, delle suppliche e dei ringraziamenti che si sono levati in questo luogo nei secoli. Un’attenta osservazione potrebbe rivelare dettagli nascosti della tavola, tracce di antiche dorature o restauri che raccontano la storia dell’immagine. Potrebbe essere interessante consultare gli archivi diocesani per approfondire la conoscenza dei miracoli attribuiti alla Madonna del Sudore e ricostruire le storie di fede che hanno segnato la vita dei pellegrini.

I Santi Custodi del Santuario

Il santuario è legato alla memoria di San Rainaldo e San Barbaziano, le cui reliquie riposano nella cappella. San Rainaldo, monaco benedettino e vescovo di Ravenna nel VII secolo, si distinse per la sua carità e per la sua opera di evangelizzazione. San Barbaziano, vescovo di Ravenna nel V secolo, è venerato per la sua lotta contro l’eresia ariana e per la sua fermezza nella difesa della fede ortodossa. La presenza delle loro reliquie conferisce al santuario un’ulteriore dimensione spirituale e lo lega alla storia della Chiesa ravennate.


Piazza Duomo, 48121 Ravenna RA, Italy


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