Divin Prigioniero

Santuario del Divin Prigioniero: Fede, Memoria e Spiritualità nel cuore della Valtellina

Immerso nella quiete del preseminario di Colorina, in provincia di Sondrio, si erge il Santuario del Divin Prigioniero, un luogo di profonda spiritualità e testimonianza storica. Questo santuario votivo, più che custode di reliquie tangibili, è un monumento alla devozione e un simbolo di speranza eretto per commemorare il sacrificio dei soldati italiani durante la Prima Guerra Mondiale.

Un Santuario Votivo Unico nel suo Genere

A differenza dei santuari tradizionali, il Divin Prigioniero non custodisce immagini sacre o reliquie fisiche. La sua sacralità risiede nel suo significato intrinseco: un memoriale vivente, un’offerta votiva che incarna la preghiera e il ricordo per coloro che hanno perso la vita al fronte.



Santuario del Divin Prigioniero

La Storia: Un Voto di Don Folci, Cappellano al Fronte

La storia del Santuario del Divin Prigioniero è indissolubilmente legata alla figura carismatica di Don Giovanni Folci, cappellano militare durante il primo conflitto mondiale. Testimone diretto delle sofferenze e delle atrocità della guerra, Don Folci fece un voto solenne: se fosse sopravvissuto, avrebbe eretto un santuario per onorare la memoria dei suoi commilitoni caduti. Un voto di fede e riconoscenza che si concretizzò nel 1925 con l’inaugurazione di questo luogo sacro.

L’Opera Don Folci: Un Complesso Dedicato alla Formazione e all’Accoglienza

L’anno successivo all’inaugurazione del santuario, nel 1926, Don Folci diede vita all’Opera Divin Prigioniero, affiancando al luogo di culto un asilo parrocchiale. La gestione dell’asilo fu affidata alla neonata congregazione delle Ancelle del Divin Prigioniero, una comunità religiosa femminile dedita all’educazione e all’assistenza. Nel corso degli anni, l’Opera si evolse, trasformandosi in un preseminario, un centro di formazione per giovani aspiranti sacerdoti. Oggi, il complesso dell’Opera Don Folci continua a rappresentare un punto di riferimento per la comunità locale, offrendo servizi di accoglienza, educazione e spiritualità.

Spunti di Ricerca e Avventura Spirituale

Sebbene non vi siano “tesori nascosti” nel senso tradizionale del termine, il Santuario del Divin Prigioniero offre un’opportunità unica per un’avventura interiore. Visitare questo luogo significa:

  • Ripercorrere le orme di Don Folci: Approfondire la sua biografia, i suoi scritti, la sua testimonianza di fede e di servizio durante la guerra.
  • Medita sul significato del “Divin Prigioniero”: Riflettere sul Cristo sofferente, sulla sua passione e sulla sua redenzione, e sul parallelo con il sacrificio dei soldati.
  • Esplorare la storia locale: Scoprire il ruolo della Valtellina durante la Prima Guerra Mondiale, le testimonianze dei reduci, le storie delle famiglie colpite dal conflitto.
  • Vivere un’esperienza di silenzio e preghiera: Trovare un momento di raccoglimento nel santuario, lasciandosi ispirare dalla sua atmosfera di pace e di devozione.

La raccolta di ex voto non è disponibile ma la visita al santuario offre spunti di riflessione sul significato del sacrificio e della fede.

I Santi che Ispirano il Santuario

Sebbene il santuario sia dedicato al concetto del “Divin Prigioniero” che richiama la passione di Cristo, la figura di San Giovanni Folci, il fondatore, è centrale. E’ importante ricordare anche le Ancelle del Divin Prigioniero, che con la loro opera silenziosa di preghiera e servizio, hanno reso vivo questo luogo di fede.

Una visita al santuario può essere abbinata alla scoperta di altri luoghi sacri della Valtellina, in un itinerario di fede e di cultura che tocca le radici profonde della spiritualità locale.


23010 Colorina SO, Italy


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