Santuario Beata Vergine dell’Incoronata: Un Gioiello di Fede e Storia a Nardò
Immerso nel suggestivo paesaggio del Salento, a pochi passi da Nardò, sorge il Santuario Beata Vergine dell’Incoronata, un luogo intriso di spiritualità, arte e storia. Questo santuario, testimone di secoli di devozione popolare, invita i visitatori a un viaggio nel tempo e nella fede. Nonostante il suo stato attuale, la sua storia e le tradizioni ad esso legate continuano ad affascinare e a custodire la memoria del territorio.
Architettura e Struttura del Santuario
L’edificio presenta una pianta a navata unica, arricchita da un transetto appena accennato e da cappelle laterali ricavate nello spessore delle pareti. La facciata principale, con la sua terminazione rettilinea, è ornata da doppie paraste angolari che si ergono su un alto basamento. Il portale principale cattura l’attenzione con il suo timpano curvilineo spezzato, sorretto da colonne poggianti su alti plinti. Sopra il portale, un’ampia finestra architravata illumina l’interno.
Un’altra facciata, simile alla principale per impianto e decorazione, si affaccia sul lato settentrionale del transetto. Questa caratteristica suggerisce che il santuario fosse un importante punto di riferimento per i pellegrini provenienti da diverse direzioni.
Alla fine del XIX secolo, un gruppo di cartapesta rappresentante l’Incoronazione della Vergine, ha affiancato nella devozione dei fedeli l’affresco. Oggi le statue sono conservate nel convento.
Un Percorso di Devozione: L’Incoronazione e le Statue
Un elemento significativo nella storia del santuario è l’antica raffigurazione dell’Incoronazione della Vergine. Alla fine del XIX secolo, un gruppo di statue in cartapesta, raffiguranti l’Incoronazione della Vergine, si affiancò all’affresco preesistente nel cuore della devozione popolare. Queste statue, oggi custodite nel convento, testimoniano l’evoluzione della fede e l’importanza del santuario come luogo di culto e pellegrinaggio.
Un Santuario Sconsacrato, una Memoria Viva
Purtroppo, la chiesa è stata sconsacrata intorno al 1960. Nel 1975, l’architetto Mario Manieri Elia, constatando le precarie condizioni di stabilità dell’edificio, sollecitò il Comune a murare l’ingresso, in attesa di interventi di restauro che, ad oggi, non sono ancora stati realizzati. Lo stato di abbandono ha purtroppo favorito furti e danneggiamenti.
La Cavalcata dell’Incoronata: Un Rituale Folcloristico
Nonostante le difficoltà attuali, la memoria del Santuario Beata Vergine dell’Incoronata rivive ogni anno durante la festa dedicata alla Vergine Incoronata, celebrata con una suggestiva sfilata folcloristica nota come la “Cavalcata dell’Incoronata”. Il corteo, partendo dal centro abitato, raggiunge il santuario, rievocando l’antico rituale che precedeva la fiera dell’Incoronata, un evento che durava otto giorni a partire dal primo sabato di agosto.
Durante la fiera, veniva nominato il “Magister Nundinarum”, una figura che esercitava la giurisdizione sul clero e sulla popolazione laica in materia civile, sovrintendendo anche alla regolarità di pesi e misure. La fiera, che si svolgeva sulla pubblica piazza, era un importante momento di scambio commerciale per prodotti agricoli, bestiame e altri beni. Prima dell’apertura della fiera, un solenne corteo di rappresentanti del potere civile e religioso si recava in processione al santuario per rendere omaggio alla Vergine.
Indulgenze e Consacrazione: Un Rituale Secolare
In occasione della consacrazione della chiesa, avvenuta il 25 febbraio 1714 per volontà del Vescovo Antonio Sanfelice, la festa della dedicazione fu spostata al 19 novembre. In quel giorno, ai pellegrini e visitatori del santuario veniva concessa un’indulgenza di quaranta giorni ogni anno, un segno tangibile della grazia divina elargita in questo luogo sacro.
Un Convento Agostiniano: Una Storia Silenziosa
L’assenza della chiesa dalle visite pastorali del Granafei (1635) e del Sanfelice (1719) suggerisce che, all’epoca, il santuario non fosse sotto la giurisdizione vescovile, bensì dipendesse dal Convento degli Agostiniani. Si ipotizza che i Padri Agostiniani abbiano occupato il convento sin dalla sua costruzione, avvenuta poco dopo l’edificazione dell’attuale santuario.
Avventura e Ricerca: I Segreti del Santuario
Nonostante le difficoltà, il Santuario Beata Vergine dell’Incoronata invita ad uno spirito di ricerca e di avventura. Cosa si cela dietro le sue mura? Quali storie dimenticate custodisce il convento abbandonato? Un’indagine approfondita potrebbe svelare antichi documenti, affreschi nascosti o leggende tramandate oralmente. Un’opportunità per gli appassionati di storia locale, per i ricercatori e per i semplici curiosi di contribuire alla riscoperta di un patrimonio culturale di inestimabile valore.
Visitare questo luogo significa intraprendere un viaggio nel tempo, tra fede, storia e arte. Pur nel suo stato di abbandono, il Santuario Beata Vergine dell’Incoronata conserva un fascino unico, testimonianza di un passato ricco di spiritualità e tradizioni popolari, un luogo che merita di essere riscoperto e valorizzato.
Nardò LE, Italy
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