Santuario Beata Vergine della Purità: Un tesoro di fede e storia nel cuore d’Italia
Immerso nella quiete della campagna italiana, sorgeva un tempo il Santuario della Beata Vergine della Purità, un luogo intriso di fede, devozione e storia. Sebbene oggi non sia più ufficialmente riconosciuto come santuario, il suo fascino rimane intatto, custodendo memorie di eventi miracolosi e di una comunità profondamente legata alla Vergine Maria.
Un’umile origine: da cappella laterale a fulcro di devozione
La storia del santuario ha inizio nel 1856, quando l’immagine della Beata Vergine della Purità venne collocata in una semplice cappella laterale della chiesa parrocchiale. Questa tela, di autore anonimo, raffigurava il busto della Madonna in preghiera, con il capo chino, gli occhi bassi e le mani giunte al petto. La veste rossa, appena visibile sotto il manto bleu-verdastro, e il velo bianco finemente piegato che le incorniciava il volto, conferivano all’immagine un’aura di profonda umiltà e devozione. Si dice che l’immagine riprendesse, con cura, un’opera del Sassoferrato.
Il colera e la nascita di un santuario: un atto di fede e speranza
Un evento drammatico segnò una svolta nella storia del santuario. Nell’anno 1855, la paura del colera spinse i parrocchiani a rivolgersi al parroco, chiedendo un triduo di preghiera alla Madonna. L’immagine, di proprietà di Pietro Liverani, padre del parroco don Giovanni, venne esposta sull’altare maggiore per la prima volta nel luglio del 1855. La fede e la speranza riposte nella Vergine Maria durante quei giorni difficili diedero origine a un crescente senso di devozione, che portò al trasferimento dell’immagine nella cappella laterale nel 1856, al posto del quadro di San Giovanni Battista.
Un luogo di culto in trasformazione: tra arte e architettura
Nei decenni successivi, la chiesa, originariamente rifatta nel Seicento, subì importanti trasformazioni. Tra il 1903 e il 1904, venne dotata di una nuova facciata in stile neogotico, conferendole un aspetto più imponente e solenne. Nel 1905, la cappella-santuario fu completamente rinnovata e abbellita con un altare di marmo, finanziato dalle zitelle della Pia Congregazione, a testimonianza della profonda devozione della comunità locale.
La Pia Congregazione e Santa Margherita: un legame indissolubile
Nel 1896, il parroco D. Vincenzo Tasselli istituì una Pia Congregazione intitolata alla Beata Vergine della Purità e a Santa Margherita, protettrice della parrocchia. Questa congregazione, composta dalle zitelle della parrocchia, si dedicava a opere di carità e di preghiera, rafforzando il legame tra la comunità e il santuario. La Pia Unione fu aggregata alla prima primaria di Roma del Collegio Romano, e nel 1905 contava più di 100 membri.
Un declino e una rinascita spirituale: alla ricerca di un tesoro nascosto
Dopo la seconda guerra mondiale, l’attrattiva del santuario diminuì gradualmente, e negli anni ’80, dopo la morte dell’ultimo parroco, la cura pastorale della parrocchia venne affidata a sacerdoti delle parrocchie limitrofe. Oggi, il Santuario della Beata Vergine della Purità non è più riconosciuto come tale, ma la sua storia e il suo significato spirituale rimangono vivi nella memoria della comunità locale.
Spunti di ricerca avventurosa: Anche se non ci sono storie ufficiali di tesori nascosti, la storia del santuario, le trasformazioni della chiesa e la Pia Congregazione potrebbero celare aneddoti interessanti da scoprire negli archivi parrocchiali o nelle memorie degli abitanti più anziani. Potrebbe essere affascinante ricostruire la storia della Pia Congregazione, le opere di carità che svolgevano e il legame con la comunità, magari ritrovando vecchie fotografie o documenti che ne testimoniano l’esistenza. Un’altra pista interessante potrebbe essere quella di approfondire la figura del Sassoferrato e identificare l’opera a cui si ispira l’immagine della Madonna della Purità, scoprendo così un legame con un artista di fama internazionale.
Santi e spiritualità: un cammino di fede
Il Santuario della Beata Vergine della Purità, pur nella sua semplicità, incarna un profondo messaggio di fede e devozione mariana. La figura di Santa Margherita, protettrice della parrocchia, aggiunge un ulteriore elemento di interesse spirituale. Santa Margherita d’Antiochia, una giovane martire del IV secolo, è venerata come protettrice delle partorienti e invocata contro le malattie. La sua storia, ricca di coraggio e fede, invita a riflettere sul significato del sacrificio e della testimonianza cristiana.
Riflessioni spirituali: Visitare l’ex santuario offre l’opportunità di meditare sulla forza della fede popolare, sulla capacità di trovare conforto e speranza nella preghiera, e sulla bellezza dell’arte sacra come espressione della devozione. La semplicità dell’immagine della Madonna, la storia della Pia Congregazione e la figura di Santa Margherita possono ispirare un rinnovamento interiore e un cammino di crescita spirituale.
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