Beata Vergine Assunta

Santuario della Beata Vergine Assunta ad Amelia: Un Cammino di Fede e Storia

Immerso nel cuore dell’Umbria, il Santuario della Beata Vergine Assunta ad Amelia (Terni) si erge come un faro di spiritualità e testimonianza storica. La sua storia millenaria, intrisa di devozione popolare e arte sacra, invita i pellegrini a un’esperienza di profonda riflessione e, perché no, di scoperta avventurosa.

Un Viaggio attraverso i Secoli: Dalle Origini Romaniche al Santuario Barocco

L’attuale chiesa concattedrale affonda le sue radici nel lontano IX secolo, quando un’imponente struttura romanica dominava il paesaggio. Di quell’epoca gloriosa, oggi rimane testimone silenzioso l’imponente campanile dodecagonale. La chiesa che ammiriamo oggi è il frutto di una trasformazione radicale avvenuta a metà del XVII secolo, un’epoca in cui lo stile barocco trionfava e l’arte sacra si arricchiva di nuovi significati.

Campanile romanico del Santuario

Il Cuore del Santuario: L’Icona Miracolosa dell’Assunta

Il fulcro della venerazione è senza dubbio la tavola raffigurante la Beata Vergine Assunta. Quest’opera, risalente all’inizio del XV secolo, è attribuita al misterioso “Maestro dell’Assunta di Amelia”, un artista anonimo che ha lasciato un’impronta indelebile nell’arte umbra del tempo. La Vergine Maria, con le mani giunte in preghiera, è rappresentata seduta al centro di una mandorla mistica, circondata da cherubini e sostenuta da sette figure angeliche. Un’immagine di grande impatto emotivo e devozionale.

Tavola della Beata Vergine Assunta

Sotto l’immagine sacra, una predella impreziosita da figure di santi completa l’opera, invitando il fedele a meditare sulle virtù e l’esempio dei testimoni della fede. La tavola, oggi protetta da una cornice lignea rivestita di lamine d’argento, è un vero tesoro artistico e spirituale.

San Biagio e gli Altri Santi: Intercessori Celesti

La predella sotto l’immagine dell’Assunta ospita le figure di quattro santi, tra cui spicca San Biagio, titolare della cappella originaria dove la tavola era custodita. San Biagio, medico e vescovo armeno del III-IV secolo, è venerato per la sua protezione dalle malattie della gola e per la sua intercessione in favore degli ammalati. La sua presenza nel santuario testimonia un legame profondo con le tradizioni locali e la devozione popolare.

Le Radici Storiche della Devozione: Un Culto Secolare

I documenti più antichi che testimoniano la presenza della tavola risalgono alla metà del XVI secolo. Nel 1573, durante una visita pastorale, il Vescovo Antonio Lazzari la trovò nella cappella dedicata a San Biagio, sotto il patronato della famiglia Moriconi. Tuttavia, il culto vero e proprio verso l’immagine iniziò a svilupparsi più tardi, probabilmente nel corso del Seicento. Una lapide datata 1619 testimonia la costruzione della Cappella, ma la collocazione definitiva dell’immagine avvenne solo nel 1623.

Una “Relatio ad Limina” del 1630 descrive la cappella e l’immagine della “Gloriosissimae Virginis Matris Mariae imago antiquissima, habitu greco depicta”, suggerendo che a quella data il culto era già radicato tra i fedeli amerini. Possiamo quindi convenzionalmente fissare il 1630 come l’inizio di una devozione che si è progressivamente intensificata nel corso dei secoli.

Il Terremoto del 1703: Un Miracolo di Protezione

La venerazione verso l’Assunta conobbe un’impennata significativa nel 1703, quando la città di Amelia fu miracolosamente risparmiata dai devastanti effetti di un violento terremoto. I cittadini attribuirono la loro salvezza alla protezione della Vergine Assunta, rafforzando così il legame indissolubile tra la comunità locale e la sua protettrice celeste.

Ex Voto: Testimonianze di Grazie Ricevute

Il Santuario della Beata Vergine Assunta custodisce una ricca collezione di ex voto: tavolette, lamine e oggetti di vario genere offerti dai fedeli in segno di gratitudine per le grazie ricevute. Questi oggetti, conservati in bacheche di vetro all’interno della cappella dedicata all’immagine sacra, rappresentano una testimonianza tangibile della fede e della devozione popolare.

Un’Avventura nella Fede: Alla Ricerca di Indizi Storici

Per i visitatori più curiosi, il Santuario offre anche spunti di ricerca storica e “avventurosa”. Ad esempio, si può cercare di ricostruire la storia del “Maestro dell’Assunta di Amelia”, studiando le opere a lui attribuite e cercando tracce documentali della sua esistenza. Allo stesso modo, si può approfondire la storia della famiglia Moriconi, cercando di capire il ruolo che ha avuto nello sviluppo del culto verso la Vergine.

La visita al Santuario può trasformarsi in un vero e proprio viaggio nel tempo, alla scoperta delle radici storiche e culturali della devozione popolare. Un’occasione per approfondire la conoscenza del territorio e delle sue tradizioni, unendo la fede alla curiosità intellettuale.

Un Culto Vivo: La Devozione Oggi

La devozione verso l’Assunta è ancora oggi molto sentita nella comunità amerina. I cittadini continuano a promuovere la cura del santuario e a perpetuare le tradizioni religiose legate alla Vergine. Le autorità civili ed ecclesiastiche collaborano per mantenere vivo il culto e per valorizzare il patrimonio artistico e culturale del santuario.

Gli Anziani, rappresentanti della città, hanno sempre avuto un ruolo attivo nel promuovere il culto verso la Vergine, sollecitando preghiere, processioni e ostensioni straordinarie della sacra immagine. Un impegno costante che testimonia l’importanza del santuario nella vita della comunità locale.


05022 Amelia, Province of Terni, Italy


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