Santuario della Beata Giovanna da Bagno (Santa Maria Assunta) – Un Viaggio tra Fede e Storia
Immerso nel cuore dell’Appennino Tosco-Romagnolo, a Bagno di Romagna, si erge il Santuario di Santa Maria Assunta, custode delle spoglie mortali della Beata Giovanna da Bagno. Un luogo di profonda spiritualità dove storia, fede e arte si fondono, invitando il visitatore ad un’esperienza unica di devozione e scoperta.
La Beata Giovanna: Tra Storia e Leggenda
La figura della Beata Giovanna da Bagno avvolta da un alone di mistero. Le fonti storiche coeve sono scarse, e la sua vita è narrata principalmente attraverso la tradizione orale e agiografica. Si racconta che Giovanna, monaca benedettina, visse nell’asceterio di Santa Lucia, nei pressi di Bagno, intorno all’anno 1105. La sua esistenza fu caratterizzata da una profonda fede, una vita ascetica e opere di carità. La devozione popolare la venera come protettrice dalle pestilenze, in particolare dopo un presunto intervento miracoloso durante l’epidemia del 1478.
Il Santuario di Santa Maria Assunta: Un Tesoriere di Fede e Arte
La storia del santuario è intrecciata con quella della Beata Giovanna. Originariamente pieve, passò sotto il controllo dei monaci camaldolesi nel 1299, che ne promossero il culto. Nel 1287, le reliquie della Beata Giovanna furono traslate dal diruto monastero di Santa Lucia e collocate in un nuovo altare eretto all’interno della pieve. L’edificio, rimaneggiato nei secoli XV e XVI, custodisce al suo interno importanti opere d’arte. L’altare maggiore ospita le spoglie della beata, meta di pellegrinaggi e preghiere.
Un Viaggio nella Storia del Santuario
- 1287: Traslazione delle reliquie della Beata Giovanna e consacrazione del nuovo altare. Questo evento è testimoniato da un’indulgenza concessa dal vescovo di Città di Castello e dal priore di Camaldoli.
- XV secolo: Benedetto Tenaci, abate di S. Maria di Bagno, diede forte impulso al culto della Beata Giovanna, probabilmente grazie alla sua intercessione durante la peste del 1478.
- 1508: Nuova traslazione delle reliquie in un’arca di pietra e rifacimento dell’altare.
- 1684: Trasferimento del corpo della Beata in un nuovo deposito (probabilmente l’altare maggiore) con solenne processione.
- 1905: Erezione di un monumento marmoreo in piazza.
- 1957: Ricognizione delle reliquie.
- 1965: Inaugurazione di una statua bronzea della Beata, opera dello scultore Costantino Affer, in piazza.
Devozione e Scoperta: Un’Esperienza nel Santuario
Visitare il Santuario di Santa Maria Assunta non è solo un atto di fede, ma anche un’opportunità per immergersi nella storia e nell’arte del territorio. Oltre all’altare dedicato alla Beata Giovanna, si possono ammirare affreschi, sculture e arredi sacri che testimoniano la ricchezza del patrimonio culturale locale.
Spunti per una Visita Avventurosa
- Ricerca degli ex voto perduti: Anche se la pagina originale indica l’assenza di ex voto, sarebbe interessante approfondire se in passato ve ne fossero stati e se la tradizione popolare ne conservi memoria. Un’indagine tra gli abitanti più anziani potrebbe rivelare storie e aneddoti legati a offerte votive alla Beata Giovanna.
- Esplorazione dei dintorni del Santuario: Il territorio circostante offre la possibilità di percorsi naturalistici e storico-culturali. Si potrebbe visitare l’antico sito del monastero di Santa Lucia, alla ricerca di tracce del luogo in cui visse la Beata Giovanna.
- Studio delle leggende locali: Approfondire le leggende legate alla Beata Giovanna, raccogliendo testimonianze orali e confrontandole con le fonti scritte. Questo potrebbe portare alla scoperta di nuovi aspetti della sua figura e del suo legame con la comunità di Bagno di Romagna.
Il Culto di Santa Agnese da Bagno, un possibile collegamento
All’interno del santuario si venera anche Santa Agnese da Bagno, una santa con un culto molto vivo nella comunità di Bagno.
Le informazioni su Santa Agnese sono frammentarie e si basano principalmente su tradizioni locali. Si dice che fosse una nobildonna vissuta nel XII secolo, nota per la sua carità e la sua vita di preghiera. Avrebbe dedicato le sue ricchezze all’aiuto dei poveri e dei malati, e si sarebbe ritirata in un eremo per dedicarsi alla contemplazione.
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