Santuario di San Simonino: Storia, Devozione e Misteri a Trento
Il Santuario di San Simonino, legato alla chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo a Trento, racchiude una storia complessa di fede, leggenda e controversie. Questo luogo, intriso di spiritualità, continua ad attirare l’attenzione di fedeli, storici e appassionati di misteri.
La Chiesa dei Santi Pietro e Paolo: Un Gioiello Architettonico
La chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, orientata verso est, si erge nel cuore di Trento. Le sue origini risalgono al XII secolo, ma fu completamente ricostruita in stile tardo gotico verso la fine del XV secolo. La facciata, un elegante esempio di neogotico italiano, è opera dell’architetto Pietro Estense Selvatico (progetto del 1848) e dello scultore Antonio Gradenigo. Il prospetto cuspidato, tripartito da pilastri ottagonali coronati da pinnacoli, culmina con la statua di San Pietro. Un portale ogivale cuspidato domina il settore centrale, affiancato da due bifore sormontate da ghimberghe. Il campanile, imponente sul lato nord, presenta una doppia cella campanaria e una slanciata cuspide piramidale.
L’interno della chiesa è suddiviso in tre navate da pilastri ottagonali che sorreggono arcate ogivali. Il presbiterio, rialzato su due gradini, termina con un’abside poligonale. Le volte reticolate contribuiscono all’atmosfera solenne e suggestiva del luogo.
San Simonino: Storia di un Culto Controverso
La figura centrale del santuario è San Simonino (Simone da Trento), un bambino morto nel 1475 durante le festività pasquali. La sua morte diede origine a un’accusa di omicidio rituale contro la comunità ebraica di Trento, un evento che scatenò un’ondata di antisemitismo e processi inquisitori. Il corpo di Simonino fu inizialmente conservato nella cappella a nord del presbiterio della chiesa di San Pietro e Paolo, e divenne oggetto di venerazione popolare come beato.
Il culto di San Simonino, sebbene profondamente radicato nella devozione popolare, è stato oggetto di revisione storica. Nel 1965, la Chiesa cattolica ha ufficialmente rimosso il suo nome dal calendario dei santi, riconoscendo le ombre e le strumentalizzazioni legate alla sua storia.
Un Percorso Devozionale nella Città
In passato, la città di Trento era costellata di iscrizioni e sculture che segnavano i presunti luoghi legati alla vita e alla morte di Simonino: il luogo di nascita, il luogo del ritrovamento del corpo, ecc. Questi simboli creavano un vero e proprio percorso devozionale, guidando i fedeli attraverso i luoghi della leggenda. Oggi, molte di queste tracce sono scomparse o attenuate, ma la memoria di San Simonino rimane viva nella città.
Reliquie e Ex Voto: Testimonianze di Fede
La chiesa di San Pietro (ora dei Santi Pietro e Paolo) custodiva i resti mummificati di San Simonino, considerati reliquie sacre. Numerosi fedeli portavano ex voto in segno di ringraziamento per le grazie ricevute. Questi oggetti, tra cui luminarie, tavolette dipinte, figurine antropomorfiche e oggetti vari, rappresentano una preziosa testimonianza della fede popolare e della devozione a San Simonino. L’ubicazione attuale e lo stato di conservazione di questi ex voto sono purtroppo in gran parte ignoti.
Miracoli e Devozione Popolare
Fin dai primi anni successivi alla morte di Simonino, si diffusero racconti di numerosi miracoli attribuiti alla sua intercessione. Il vescovo di Trento, Johannes Hinderbach, ne documentò 129 avvenuti tra il 1475 e il 1476. Anche in epoche successive si verificarono eventi prodigiosi attribuiti al beato Simone. La devozione popolare si manifestò attraverso pellegrinaggi, preghiere e offerte votive.
Spunti per una Ricerca Avventurosa
Il Santuario di San Simonino offre spunti interessanti per una ricerca storico-avventurosa:
- Indagare sulla Confraternita: Approfondire la storia e le attività della confraternita devozionale fiorita tra il XVII e il XVIII secolo, che ottenne numerose indulgenze.
- Tracciare il Percorso Devozionale: Cercare tracce sopravvissute delle antiche iscrizioni e sculture che segnavano il percorso devozionale nella città di Trento.
- Ricostruire la Storia degli Ex Voto: Tentare di recuperare informazioni sull’ubicazione e la conservazione degli ex voto offerti dai fedeli.
- Analizzare le Fonti Storiche: Studiare i documenti storici, i resoconti dei processi inquisitori e le testimonianze dei miracoli per ricostruire la complessa vicenda di San Simonino.
La Storia di un Luogo: Tra Fede e Controversie
Il Santuario di San Simonino è un luogo ricco di storia, fede e controversie. La sua storia si intreccia con la storia della città di Trento, le credenze popolari e gli eventi che hanno segnato il XV secolo. Visitare questo luogo significa confrontarsi con un passato complesso e stimolante, che invita alla riflessione e alla ricerca della verità.
La prima menzione di un’area denominata “clausura Sancti Petri” risale al febbraio del 1180. Il 1475 è l’anno del presunto martirio del piccolo Simone, che venne subito venerato come beato e suscitò grande devozione; il 1965 è l’anno dell’ufficiale cancellazione del culto.
La leggenda di fondazione coincide con le abbondanti notizie disponibili a proposito della morte del Simonino, del processo inquisitorio al termine del quale la comunità ebraica di Trento fu indotta a confessare un omicidio rituale e dei miracoli che seguirono il diffondersi della sua fama.
San Pietro, chiesa del quartiere tedesco di Trento, è prossima al luogo del ritrovamento del cadavere, che in essa fu portato ed in essa rimase.
Tra XVII e XVIII secolo fiorì una confraternita di carattere devozionale, che ottenne svariate indulgenze (1674-1725).
Piazzetta Anfiteatro, 19, 38122 Trento, Italy